2022 – Oct-Dec – Zayed University & Corso Design – Abu Dhabi

Nov 7, 2022_Marco Angelini_Time between city and nature

25 October 2022 1100 am-2

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TIME IN-BETWEEN CITY AND NATURE

The relationship between the artist Marco Angelini and the city of Abu Dhabi, dating back a few years ago, is reconfirmed and successfully consolidated with this exhibition, divided into 4 cycles of different but complementary works, which intend to compose an abstract but absolutely intelligible narration ‒ through the senses even more than with the mind ‒ of a fascinating territory full of differences, divided “between city and nature”, that is, “between city and nature”, concrete and glass on one side and sand and ocean from other.

Abu Dhabi is a capital city, home to the capital of the United Arab Emirates and the federal government. It is a veritable metropolis, a core of political and industrial interests, but also an important cultural and artistic centre in full development. However, the life of its inhabitants is closely linked to the natural context: Abu Dhabi stands on an island, it is characterized by the Corniche Road (as the promenade is called) which extends for 12 kilometres while in the vast desert area there are two vital oases with large underground aquifers.

Thus, water, sun, and sand, become the leitmotif of this exhibition, evoked, and suggested in the abstract forms that animate Marco Angelini’s canvases, propagating back and forth through the fluidity of line ‒ and its recurring colours like yellow, blue, white, brown ‒ which are distinctive features of the following elements: an immaterial glow as well as an elusive character of liquids (the “superfluids” borrowed from quantum mechanics). Art and science constantly dialogue in Angelini’s artistic technique, just as the desert dance meets the mountain ranges.

The works of the cycle entitled “Desert Cities,” are particularly suggestive because the anthropomorphic forms on the canvas recall the colours of the typical clothes of the Arab Emirates (white for men, black for women), and place them on predominantly two-tone backgrounds, where earth and rock nuanced tones predominate, enlivened by bright, almost unexpected bursts of colour reminiscent of local artisan bazaars and spice markets.

Raffaella Salato

Contemporary art expert

Translation by Romina Fucà

 

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TIME BETWEEN CITY AND NATURE

 Il rapporto tra l’artista Marco Angelini e la città di Abu Dhabi, risalente ormai a qualche anno fa, si riconferma e consolida felicemente con questa mostra, articolata in 4 cicli di opere diversi ma fra loro complementari, che intendono comporre una narrazione astratta ma assolutamente intellegibile – con i sensi prima ancora che con la mente – di un territorio affascinante e ricco di contraddizioni, diviso “between city and nature”, ossia “tra città e natura”, cemento e vetro da un lato e sabbia e oceano dall’altro.

Abu Dhabi è una città moderna, sede della capitale degli Emirati Arabi e del governo federale. Si tratta di una vera e propria metropoli, centro degli interessi politici e industriali, ma anche di un importante polo culturale e artistico in rapida evoluzione. Tuttavia, la vita dei suoi abitanti è strettamente connessa al contesto naturale: Abu Dhabi sorge su un’isola, è caratterizzata da una Corniche (così è denominato il lungomare) estesa per 12 chilometri e nell’ampia zona desertica si trovano due importanti oasi con falde acquifere sotterranee di vaste dimensioni.

L’acqua, il sole e la sabbia diventano così il leit motiv di questa mostra, evocati e suggeriti nelle forme astratte che animano le tele di Marco Angelini, restituendo attraverso la fluidità del tratto – e i colori ricorrenti quali il giallo, il blu, il bianco, il marrone – le caratteristiche tipiche di questi elementi: l’impalpabile baluginìo della luce, l’inafferrabilità dei liquidi (i “superfluidi” mutuati dalla Meccanica quantistica, in quella dialettica feconda tra Arte e Scienza che è una costante nella ricerca di Angelini), la danza del deserto che si incontra con le catene montuose.

Particolarmente suggestive e ricercate sono le opere del ciclo intitolato “Desert Cities”, le cui forme antropomorfe sulla tela richiamano le tinte dell’abbigliamento tipico degli emiratini (bianco per gli uomini, nero per le donne), collocandole su sfondi perlopiù bicromi, in cui prevalgono le nuances della terra e delle rocce, accesi però da lampi di colori vivaci, quasi inattesi, che ricordano i bazaar dell’artigianato locale e i mercati delle spezie.

Raffaella Salato

Esperta d’arte contemporanea

 

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