La serie Liquidi quantistici (50x50 cm, tecnica mista su tela) è nata dal mio desiderio di intrecciare immaginazione e scienza. Mi affascina osservare come ogni fluido abbia una sua resistenza, un limite che ne frena il movimento: l’acqua che rallenta quando si raffredda, i gas che cambiano densità con la temperatura… in quei piccoli mutamenti io vedo la fragilità della materia.
Eppure, in condizioni estreme, alcune sostanze si trasformano: diventano superfluidi, capaci di muoversi senza attrito, come se scivolassero oltre le regole conosciute della fisica.
Ho cercato di tradurre questa immagine attraverso la pittura astratta. Le mie tele diventano spazi in cui i colori scorrono senza resistenze, in cui le forme sembrano vibrare come energie invisibili. Non cerco di rappresentare qualcosa di preciso: preferisco evocare la sensazione di una materia libera, di un tempo che non incontra ostacoli mentre scivola via.
C’è anche un aspetto più personale e simbolico. Spesso la vita quotidiana ci appare appesantita da freni e resistenze interiori. Con queste opere invito chi guarda a immaginare un’altra condizione possibile: un flusso vitale più ampio, in cui possiamo lasciarci andare, superare gli attriti che ci bloccano e riconciliarci con il divenire.
Per me Liquidi quantistici è proprio questo: un punto d’incontro tra scienza e filosofia, tra meraviglia e intuizione poetica.
È il tentativo di aprire uno spiraglio verso una visione del mondo più leggera, fluida, armonica.